Gli screening oncologici comprendono un insieme di controlli ed esami finalizzati a individuare precocemente alcuni tumori o condizioni che possono evolvere in neoplasia, spesso prima della comparsa di sintomi evidenti.
La diagnosi precoce rappresenta uno degli strumenti più efficaci per migliorare le possibilità di trattamento e ridurre l’impatto della malattia sulla salute e sulla qualità della vita. Nel contesto della prevenzione oncologica, parlare di screening significa quindi riferirsi a percorsi di controllo rivolti a persone apparentemente sane, con l’obiettivo di intercettare segnali iniziali che meritano un approfondimento clinico.
Cos’è uno screening oncologico
Per screening oncologico si intende un esame o un insieme di esami di controllo eseguiti in assenza di sintomi specifici, ma in presenza di fattori che rendono opportuno un monitoraggio periodico, come l’età, il sesso o la familiarità.
Lo screening non ha lo scopo di formulare una diagnosi definitiva, ma di:
- individuare alterazioni precoci;
- segnalare la necessità di ulteriori accertamenti;
- orientare verso una valutazione specialistica più approfondita.
Questo approccio rientra nella cosiddetta prevenzione secondaria e si distingue dalla prevenzione primaria, che riguarda gli stili di vita e i comportamenti utili a ridurre il rischio di ammalarsi.

I principali ambiti di screening oncologico
In Italia, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) offre programmi di screening per i tumori più comuni. Accanto a questi, i percorsi di prevenzione proposti dalle strutture private consentono di effettuare controlli mirati e valutazioni personalizzate in base alle caratteristiche e alle esigenze della persona. Le indicazioni possono variare in base a età, sesso e fattori di rischio individuali.
Screening per il tumore della mammella
La prevenzione del tumore della mammella si basa principalmente sulla mammografia, un esame radiologico che consente di individuare noduli o alterazioni prima che siano percepibili con altri metodi.
In genere questo controllo è raccomandato nelle donne tra i 45 e i 49 anni con cadenza annuale e tra i 50 e i 74 anni con cadenza biennale, secondo le indicazioni dei programmi di screening e del medico di riferimento.
Screening per il tumore della cervice uterina
Per la prevenzione del tumore della cervice uterina sono utilizzati test come il Pap test e l’HPV test, che permettono di individuare alterazioni cellulari o infezioni da papillomavirus umano (HPV), responsabili dello sviluppo della maggior parte dei tumori del collo dell’utero.
Lo screening è generalmente consigliato alle donne tra i 25 e i 64 anni, con Pap test ogni tre anni nelle donne più giovani e HPV test ogni cinque anni a partire dai 30 anni.
Screening per il tumore del colon-retto
Lo screening per il tumore del colon-retto coinvolge sia uomini sia donne e si basa principalmente sulla ricerca del sangue occulto nelle feci.
Questo controllo è generalmente raccomandato tra i 50 e i 69 anni, con estensioni fino ai 74 anni in alcune regioni. In caso di risultato positivo possono essere indicati ulteriori accertamenti, come la colonscopia.
Screening per il tumore della prostata
Lo screening per il tumore alla prostata può includere esami di laboratorio e visite specialistiche, che vengono proposti dal medico in base all’età, alla familiarità e ad altri fattori di rischio individuali.
Screening per il tumore della cute
La prevenzione dei tumori della pelle si basa soprattutto su controlli dermatologici periodici, utili per monitorare nei e lesioni cutanee nel tempo.
La visita dermatologica consente allo specialista di individuare eventuali alterazioni sospette e di valutare la necessità di ulteriori accertamenti.
Screening per il tumore del polmone o del fegato
In presenza di specifici fattori di rischio, come il fumo di lunga durata o alcune condizioni epatiche, possono essere indicati controlli mirati per il tumore del polmone o del fegato.
In questi casi gli esami vengono definiti dal medico sulla base della storia clinica della persona e del profilo di rischio individuale.
La scelta degli esami più appropriati dipende sempre dalle caratteristiche individuali, dall’età, dalla storia clinica e dalla presenza di fattori di rischio, e deve essere definita insieme al medico.