La psicoterapia funziona davvero? Dubbi e falsi miti sulla terapia  

La psicoterapia funziona davvero? Dubbi sul percorso terapeutico | Ergéa Centri Medci
Articolo pubblicato il Tempo di lettura: 2 minuti

Intorno alla psicoterapia circolano molte idee che, spesso senza che ce ne accorgiamo, influenzano il modo in cui la immaginiamo fino a farci chiedere: “La psicoterapia funziona davvero?”.

Una domanda di questo tipo non riguarda solo l’efficacia della terapia, ma anche il modo in cui la immaginiamo e ciò che ci aspettiamo da un percorso psicologico, incluso capire a cosa serve la psicoterapia nella vita quotidiana.

Alcune di queste convinzioni possono rendere più difficile avvicinarsi a un percorso psicologico, perché creano aspettative poco realistiche o timori che non corrispondono all’esperienza reale.

La psicoterapia è solo per problemi gravi?

Uno dei miti più diffusi è che la psicoterapia sia riservata solo a chi ha problemi molto gravi. In realtà, molte persone iniziano un percorso psicoterapico non perché si trovano in una situazione estrema, ma perché sentono il bisogno di comprendere meglio ciò che stanno vivendo, prima che il disagio diventi troppo pesante.

Parlare dei propri problemi può davvero aiutare?

Un’altra idea frequente è che parlare non possa davvero cambiare le cose. Si pensa che servano azioni concrete, soluzioni rapide, indicazioni precise. Eppure, spesso, è proprio la possibilità di dare parole a ciò che si sente che permette di vedere con maggiore chiarezza dinamiche interiori che prima agivano in modo confuso e ripetitivo.

In terapia si dà la colpa al passato?

C’è poi il timore che in terapia si finisca per “dare la colpa ai genitori” o al passato. In realtà, il lavoro psicologico non cerca colpevoli, ma connessioni. Comprendere da dove nascono certe modalità di sentire o di relazionarsi non significa accusare qualcuno, ma riconoscere come la propria storia abbia contribuito a costruire il modo in cui oggi si vive il presente.

Quanto tempo serve per stare meglio?

Un altro fraintendimento riguarda il tempo: se dopo alcune sedute non ci si sente subito meglio, si può pensare che la terapia non stia funzionando. Ma il percorso psicoterapico non procede in linea retta. A volte, fermarsi a osservare ciò che si prova può inizialmente rendere più evidente il disagio, prima che diventi possibile comprenderlo e trasformarlo.

Un modo diverso per pensare la psicoterapia

Molti di questi dubbi nascono dal fatto che la psicoterapia è diversa da come spesso la immaginiamo. Non è un luogo in cui si ricevono risposte pronte, ma uno spazio in cui diventa possibile porsi domande nuove su di sé.

Ed è proprio questa possibilità, spesso inattesa, che nel tempo può aprire la strada a un cambiamento più profondo e duraturo.

Proprio per questo, questi interrogativi emergono spesso quando ci si chiede se si ha bisogno di uno psicologo e se sia il momento giusto per iniziare un percorso.

Nei centri medici Ergéa è possibile intraprendere percorsi di supporto psicologico e psicoterapia, con un approccio attento alla persona e alle sue esigenze. Il primo passo può essere semplicemente quello di iniziare a dare forma a ciò che si sta vivendo, con il supporto di uno specialista.

Dott.ssa Bencivenni

Questo articolo è stato scritto dalla Dott.ssa Bencivenni psicologa e psicoterapeuta in formazione ad orientamento psicodinamico. La Dott.ssa Bencivenni esercita la professione presso il poliambulatorio Medica a San Giovanni in Persiceto.