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Mammografia: prevenzione, diagnosi e controllo della salute del seno

La mammografia permette di studiare il tessuto mammario ed individuare anche minime alterazioni del parenchima mammario, non percepibili alla palpazione; per questo e altri motivi viene utilizzata sia nei programmi di screening per la diagnosi precoce del tumore al seno sia come completamento diagnostico, quando un sintomo o un reperto richiede ulteriori accertamenti.

È un esame rapido e, nella maggior parte dei casi, ben tollerato. Capire come si svolge, quando è indicato e cosa aspettarsi può essere utile anche per affrontarlo con maggiore consapevolezza.

Mammografia: cos’è e a cosa serve

La mammografia è un esame radiologico che consente di ottenere immagini dettagliate della mammella. Il medico radiologo le analizza alla ricerca di eventuali alterazioni del tessuto, come noduli, microcalcificazioni o modificazioni della normale struttura mammaria.

La possibilità di riconoscere alcune di queste alterazioni prima che diventino palpabili rende l’esame particolarmente importante nell’ambito della diagnosi precoce del tumore al seno.

La presenza di un reperto sospetto, però, non significa automaticamente che si tratti di un tumore. Sarà il radiologo ad indicare ulteriori accertamenti per comprenderne meglio la natura.

Esame mammografico - quando farlo

Come si esegue l’esame mammografico

Durante l’esame, la mammella viene appoggiata sul piano del mammografo e compressa per pochi secondi tra due piastre. Questa fase, spesso quella che suscita più dubbi prima dell’esame, è necessaria per distendere il tessuto mammario e ottenere immagini sufficientemente nitide.

In genere vengono acquisite immagini da più angolazioni per ciascuna mammella. Il tecnico sanitario di radiologia medica accompagna la persona nelle diverse posizioni necessarie e la compressione viene mantenuta soltanto durante l’acquisizione.

Non sono richieste incisioni, iniezioni o somministrazione di mezzo di contrasto nella mammografia standard.

Quanto dura la mammografia e provoca dolore?

La compressione della mammella può essere fastidiosa e provocare una sensazione di pressione, ma dura soltanto pochi secondi per ogni immagine. La sensibilità varia molto da persona a persona e, nelle donne in età fertile, può essere maggiore in alcuni momenti del ciclo mestruale. L’intero esame richiede generalmente pochi minuti, indicativamente tra 5 e 10.

Quando è possibile programmare liberamente l’appuntamento, effettuare l’esame in un periodo in cui il seno è meno teso e sensibile (in genere tra la fine della mestruazione e l’ovulazione) può rendere la procedura più confortevole.

Quando fare l’esame mammografico

Non esiste un’unica indicazione valida per tutte: età, presenza di sintomi, storia personale e familiare e profilo di rischio contribuiscono a stabilire quando e con quale frequenza eseguire l’esame mammografico.

Nei programmi organizzati di screening del Servizio Sanitario Nazionale, l’esame viene proposto periodicamente alle donne nella fascia di età tra i 50 e i 69 anni, con mammografia ogni due anni. Diverse Regioni, però, hanno progressivamente esteso lo screening tra i 45 e i 74 anni.

Medici radiologi e senologi consigliano in genere di eseguire la prima mammografia attorno ai 40 anni di età; inoltre, dal momento che l’incidenza del tumore alla mammella cresce sempre all’aumentare dell’età, è necessario proseguire con accertamenti periodici anche dopo i 74 anni.

Come prepararsi alla mammografia

L’esame mammografico non richiede digiuno né una preparazione particolare. Ci sono però alcune semplici accortezze che possono facilitare l’esecuzione e la lettura dell’esame:

  • Il giorno dell’appuntamento è preferibile evitare deodoranti, creme, talco o lozioni sul seno e nella zona ascellare;
  • È necessario portare eventuali mammografie, ecografie o altri esami senologici precedenti, perché il confronto nel tempo può fornire informazioni importanti;
  • La presenza di protesi mammarie deve essere segnalata al personale prima dell’esame;
  • Deve essere comunicata prima della procedura una gravidanza accertata o sospetta.

Mammografia e radiazioni: cosa sapere

Una delle domande più frequenti riguarda l’esposizione ai raggi X. La mammografia utilizza radiazioni ionizzanti, ma la quantità necessaria per ottenere le immagini è contenuta.

Nei programmi di screening, anche l’intervallo tra un controllo e il successivo viene stabilito considerando il rapporto tra il beneficio della diagnosi precoce e l’esposizione alle radiazioni.

In caso di gravidanza accertata o sospetta è obbligatorio informare il personale prima dell’esame. Se esiste una specifica necessità diagnostica, sarà il medico a valutare se e come procedere.

Mammografia - come funziona l'esame

Domande frequenti sull'esame mammografico

Mammografia ed ecografia mammaria sono la stessa cosa?

No. Mammografia ed ecografia mammaria studiano entrambe il seno, ma utilizzano tecnologie differenti: la mammografia impiega raggi X, mentre l’ecografia produce immagini attraverso gli ultrasuoni.

Hanno inoltre indicazioni diverse e in alcune situazioni possono essere complementari. La scelta dipende dall’età, dalle caratteristiche del tessuto mammario e dal quesito clinico.

In particolare:

  1. Nelle donne più giovani di 40 anni, asintomatiche, nelle quali il tumore della mammella è raro, la somministrazione di radiazioni ionizzanti a fini diagnostici non è in genere giustificata, salvo casi particolari; tuttavia, dato che il tumore della mammella si sviluppa sporadicamente anche in donne giovani, è questione di buon senso clinico effettuare, almeno dopo i trenta anni di età, ecografie annuali di controllo completamente innocue, per la prevenzione del tumore mammario.
  2. Nelle donne, di età superiore a 40 anni, che hanno mammelle “mammograficamente dense” condizioni che corrisponde ad un’elevata densità di tessuto ghiandolare, l’accuratezza diagnostica della mammografia è spesso insoddisfacente. Queste donne beneficiano dell’integrazione con l’ecografia mammaria per l’ottenimento di una adeguata confidenza diagnostica.
  3. Nelle donne con un sintomo clinico, in particolare la presenza di un nodulo mammario palpabile, ma anche la presenza di mastalgia, o di secrezione anomala dai capezzoli, l’ecografia mammaria è l’esame di prima scelta.

La mammografia può dare l’esito subito?

Le immagini devono essere valutate e refertate dal Il risultato non è quindi necessariamente disponibile subito dopo l’esame e i tempi di consegna possono variare in base alla struttura e al tipo di percorso.

Si può fare l’esame mammario con le protesi al seno?

Sì. La presenza di protesi mammarie generalmente non impedisce di eseguire la mammografia, ma deve essere comunicata prima dell’esame.

Il tecnico può infatti utilizzare accorgimenti e modalità di posizionamento specifiche per visualizzare nel modo più adeguato possibile il tessuto mammario.

Si può fare la mammografia durante il ciclo mestruale?

Sì, il ciclo mestruale non rappresenta di per sé un ostacolo all’esecuzione della mammografia.

In alcuni momenti del ciclo, però, il seno può essere più teso o sensibile. Se l’esame è programmabile e non vi sono particolari esigenze diagnostiche, scegliere un periodo di minore sensibilità mammaria può rendere più tollerabile la compressione, ovvero tra la fine della mestruazione e l’ovulazione.

Cosa succede se la mammografia mostra qualcosa di sospetto?

Un reperto sospetto non equivale automaticamente a una diagnosi di tumore al seno.

Se dalle immagini emerge un’alterazione che necessita di essere studiata meglio, possono essere indicati ulteriori accertamenti. Il percorso varia in base alle caratteristiche del reperto, ma più spesso l’esame di approfondimento di prima istanza è l’ecografia; e può comprendere altri esami di diagnostica per immagini (mammografia in tomosintesi, risonanza magnetica), e, quando necessario, l’analisi di un campione di tessuto (microbiopsia ecoguidata).

Dove effettuale la mammografia

Nei Centri Medici Ergéa è possibile effettuare l'esame mammografico nell'ambito dei percorsi dedicati alla prevenzione e alla diagnostica della salute del seno.