Articolo pubblicato il 29 Gennaio 2026 Tempo di lettura: 2 minuti

Negli ultimi anni la frutta secca con guscio – come noci, mandorle, pistacchi, nocciole e anacardi – ha assunto un ruolo sempre più rilevante nell’ambito della prevenzione cardiovascolare. Da semplice snack, è oggi riconosciuta come un alimento funzionale, in grado di contribuire alla salute del cuore se inserita in modo equilibrato nella dieta quotidiana.

Numerosi studi epidemiologici e clinici indicano infatti che un consumo regolare di frutta secca può essere associato a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, in particolare se inserito all’interno di uno stile alimentare corretto, come la dieta mediterranea.

Perché la frutta secca fa bene al cuore

La frutta secca con guscio è un concentrato di nutrienti che svolgono un’azione favorevole sul sistema cardiovascolare. In particolare, è ricca di grassi insaturi, soprattutto acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, come l’acido oleico e l’acido linoleico. Questi lipidi contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo LDL (“colesterolo cattivo”) e a favorire un lieve aumento del colesterolo HDL (“colesterolo buono”).

Accanto ai grassi insaturi, la frutta secca apporta anche altre sostanze di interesse cardiovascolare, tra cui:

  • fitosteroli, che competono con il colesterolo per l’assorbimento intestinale;
  • fibre solubili, utili nel controllo dei lipidi plasmatici;
  • vitamina E e polifenoli, con azione antiossidante, in grado di contrastare l’ossidazione delle LDL, un processo coinvolto nello sviluppo dell’aterosclerosi;
  • minerali come magnesio e potassio, e aminoacidi come l’arginina, che contribuiscono a migliorare la funzione endoteliale e a favorire la vasodilatazione.

Le evidenze scientifiche

Le proprietà della frutta secca trovano conferma anche nella letteratura scientifica. Una meta-analisi pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition ha evidenziato che il consumo regolare di circa 30 grammi di frutta secca al giorno è associato a una riduzione del rischio di malattie coronariche fino al 30%.

Altri studi osservazionali, come quelli condotti dalla Harvard School of Public Health, hanno mostrato che il consumo di noci almeno due volte a settimana è correlato a una riduzione del rischio di infarto compresa tra il 15 e il 20% rispetto a chi le consuma raramente. Questi dati rafforzano l’idea che anche piccole abitudini alimentari, se mantenute nel tempo, possano avere un impatto significativo sulla salute cardiovascolare.

Quantità e modalità di consumo

Nonostante i benefici, è importante prestare attenzione alle quantità. La frutta secca è infatti un alimento energeticamente denso: 100 grammi apportano in media tra le 550 e le 650 kcal. Per questo motivo, le principali linee guida suggeriscono un consumo moderato.

La quantità generalmente consigliata è pari a una manciata al giorno, corrispondente a circa 25–30 grammi. È preferibile scegliere frutta secca non salata e non tostata, così da preservare la qualità degli acidi grassi e limitare l’assunzione di sodio.

Quantità e modalità di consumo - Wospee

Conclusioni

Inserire quotidianamente una piccola porzione di frutta secca con guscio all’interno di una dieta equilibrata rappresenta un gesto semplice, ma potenzialmente efficace, per la protezione della salute cardiovascolare. Non è necessario eccedere: anche un consumo moderato e costante può contribuire a migliorare il profilo lipidico e a ridurre il rischio di eventi cardiovascolari nel lungo periodo.

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Dott. Stefano Spagni

Questo articolo è stato scritto dal Dott. Spagni medico specialista in cardiologia che ha improntato la sua attività di professionista sulla “lifestyle cardiology”. La finalità è quella di accertare l’assenza di malattie del cuore asintomatiche e di intraprendere un efficace percorso di prevenzione cardiovascolare. Il Dott. Spagni esercita la professione presso il poliambulatorio Medica a San Giovanni in Persiceto.