Sapere cosa mangiare con l’insufficienza renale significa prima di tutto comprendere che non esistono alimenti permessi o vietati. La dieta deve essere personalizzata in base alle caratteristiche del singolo.
L’obiettivo è garantire un’alimentazione completa ed equilibrata, limitando gli alimenti che possono aumentare il carico di lavoro dei reni e privilegiando quelli che aiutano a mantenere un buon equilibrio nutrizionale.
Proteine: la giusta quantità è fondamentale
Le proteine sono nutrienti indispensabili, ma durante il loro metabolismo vengono prodotte sostanze di scarto che i reni devono filtrare ed eliminare. Quando la funzione renale è ridotta, questo processo può risultare meno efficiente e le scorie tendono ad accumularsi nell’organismo. Per questo motivo, nelle persone con insufficienza renale può essere necessario controllare l’apporto proteico, evitando sia gli eccessi sia restrizioni non giustificate, che possono condurre a malnutrizione proteica (la sarcopenia).
Nella maggior parte dei casi, è possibile costruire una dieta senza fare ricorso ad alimenti speciali; nei casi avanzati è possibile utilizzare alimenti aproteici e integratori aminoacidici o chetoanaloghi, sempre su prescrizione medica.
Frutta e verdura
Frutta e verdura sono una componente fondamentale di un’alimentazione equilibrata e, nella maggior parte dei casi, non devono essere eliminate dalla dieta. Alcune varietà, però, contengono quantità elevate di potassio, un minerale essenziale per il funzionamento del corpo che i reni contribuiscono a bilanciare eliminandone l’eccesso. Quando la funzione renale si riduce, il potassio può accumularsi nel sangue ed aumentare il rischio di alterazione del ritmo cardiaco, per questo potrebbe essere necessario limitarne l’assunzione.
Tra i frutti che possono essere consumati più frequentemente troviamo: mele, pere e mirtilli; mentre alimenti come banane, kiwi, agrumi e frutta secca richiedono maggiore attenzione visto il loro alto contenuto di potassio. Anche le modalità di preparazione degli alimenti possono fare la differenza: la cottura in acqua della verdura, con successivo scarto della stessa, contribuisce a ridurne il contenuto di potassio, rappresentando un accorgimento che può essere consigliato in alcune persone con insufficienza renale. Le indicazioni alimentari devono comunque essere sempre personalizzate e definite insieme al nefrologo o al professionista della nutrizione.
L’importanza dell’idratazione
Bere acqua è fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo, ma nelle persone con insufficienza renale avanzata o con ritenzione idrica potrebbe essere necessario seguire indicazioni specifiche sulla quantità di liquidi da assumere ogni giorno. Non esiste una quantità di acqua valida per tutti: il fabbisogno varia in base allo stadio della malattia, alla funzione renale residua e alle condizioni cliniche della persona. In molti casi può essere utile ascoltare il proprio senso di sete e monitorare quotidianamente il peso corporeo, non per valutare il grasso corporeo, ma per individuare eventuali variazioni legate all’accumulo o alla perdita di liquidi.
Gli alimenti che fanno male ai reni
Quando si soffre di insufficienza renale alcuni alimenti possono aumentare il carico di lavoro dei reni e favorire l’accumulo di sostanze che l’organismo fatica a eliminare.
Tra gli alimenti che richiedono maggiore attenzione rientrano:
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Generi alimentari ricchi di sale, come salumi, insaccati, formaggi stagionati, snack confezionati, prodotti da forno industriali e piatti pronti;
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Alimenti ad alto contenuto di fosforo, tra cui alcune bevande gassate (ricche di coloranti del gruppo E), formaggi stagionati e prodotti ultra-processati, come piatti pronti e surgelati. In commercio sono disponibili anche alcuni formaggi addizionati con carbonato di calcio, studiati per ridurre l’assorbimento del fosforo, ma il loro utilizzo deve essere valutato insieme allo specialista;
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Nutrimenti ricchi di potassio, come alcuni tipi di frutta e verdura che potrebbero richiedere limitazioni nelle fasi più avanzate della malattia;
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Eccessi di proteine, soprattutto di origine animale, il cui metabolismo potrebbe aumentare il lavoro di filtrazione richiesto dai reni. In generale, è importante rispettare il peso della porzione, ad esempio mangiare 150 grammi a crudo di tagliata ed evitare la «fiorentina» da 1 kg.
Queste indicazioni non valgono allo stesso modo per tutte le persone, prima di modificare la propria alimentazione, è sempre consigliabile confrontarsi con il nefrologo o un nutrizionista esperto.
Cosa si deve mangiare per abbassare la creatinina?
La creatinina è un indicatore della funzionalità renale e non esistono alimenti in grado di abbassarla direttamente. Se i suoi valori sono elevati, può essere necessario seguire una dieta che riduca il carico di lavoro dei reni, controllando l’apporto di proteine, sale, potassio e fosforo in base alle indicazioni del nefrologo o del nutrizionista specializzato. L’obiettivo non è abbassare la creatinina attraverso un singolo alimento, ma preservare il più possibile la funzione renale con un’alimentazione personalizzata.