L’adenocarcinoma o cancro del colon-retto è un tumore che colpisce la parte finale dell’intestino, rappresentata da colon e retto, ed una delle neoplasie più diffuse nella popolazione adulta. Esso costituisce da solo il 95% di tutti i tumori maligni del colon, è al terzo posto per incidenza tra le malattie neoplastiche dell’uomo e al secondo nella donna, e figura come la quarta e la terza causa di morte per cancro nell’uomo e nella donna, rispettivamente.
È una delle forme tumorali dove prevenzione e diagnosi precoce possono fare una differenza significativa nei trattamenti della patologia.
Nella maggior parte dei casi il cancro del colon-retto si sviluppa dai polipi adenomatosi, che da iniziali formazioni benigne, in alcuni casi, possono mostrare nel tempo un’evoluzione maligna. La loro individuazione precoce è uno degli aspetti più importanti della prevenzione; gli esami di screening e i controlli diagnostici permettono di riconoscere eventuali tumori nelle fasi iniziali, ma anche di identificare e trattare lesioni precancerose prima che evolvano.
La probabilità di trasformazione in neoplasie dipende da diversi fattori come dimensione, numero e caratteristiche istologiche del polipo.
Fattori di rischio e prevenzione del cancro del colon-retto
Lo sviluppo del cancro del colon-retto dipende da diversi fattori, alcuni non modificabili, come età o predisposizione familiare, altri legati allo stile di vita, che possono essere prevenuti e controllati nel tempo.
La predisposizione allo sviluppo del cancro del colon-retto tende ad aumentare dopo i 50 anni, soprattutto per gli individui nella fascia d’età 60-79 anni.
Tra i principali fattori di rischio per l’insorgenza del cancro del colon-retto troviamo:
- alimentazione ipercalorica, iperlipidica e povera di fibre;
- sedentarietà;
- sovrappeso e obesità;
- alcol e fumo;
- malattie infiammatorie croniche del colon (malattia di Crohn, rettocolite ulcerosa);
- familiarità/ereditarietà (storia familiare di polipi adenomatosi o di cancro del colon-retto, poliposi familiari del colon, sindrome di Lynch, ecc).
Accanto a fattori di rischio esistono anche comportamenti che possono contribuire alla prevenzione. Un’alimentazione sana ed equilibrata, attività fisica regolare e controlli periodici rappresentano strumenti importanti per ridurre la probabilità di comparsa del cancro al colon-retto.
La prevenzione del cancro del colon-retto non si basa, quindi, su un singolo controllo, ma su un insieme di abitudini e valutazioni che accompagnano la salute intestinale nel tempo.

Quali sono i sintomi del tumore al colon-retto
In genere il cancro del colon-retto è asintomatico nelle fasi iniziali, quando presenti i sintomi possono essere diversi e non sempre specifici. Alcuni disturbi intestinali, infatti, sono molto comuni e spesso legati a condizioni benigne. Tuttavia, se persistenti nel tempo, è importante approfondirli con il proprio medico curante.
Tra le manifestazioni cliniche più frequentemente associate al cancro del colon-retto ci sono:
- cambiamenti persistenti dell’attività intestinale, come diarrea o stitichezza;
- presenza di sangue nelle feci;
- tenesmo rettale;
- dolore o fastidio addominale ricorrente;
- perdita di peso non intenzionale;
- stanchezza persistente o anemia.
La presenza di uno o più sintomi non indica necessariamente la presenza di un tumore, ma rappresenta un motivo per effettuare una valutazione medica, soprattutto quando i disturbi tendono a persistere o peggiorare nel tempo.
Screening e diagnosi
Il cancro del colon-retto è tra le neoplasie più frequentemente diagnosticate nella popolazione adulta. La diagnosi precoce rappresenta uno degli strumenti più efficaci per individuare la malattia nelle fasi iniziali e migliorare le possibilità di trattamento.
Tra gli esami di primo livello rientra la ricerca di sangue occulto nelle feci, un test semplice e non invasivo che consente di individuare eventuali tracce di sangue non visibili ad occhio nudo.
In presenza di sintomi, fattori di rischio o esiti da approfondire, il medico può indicare ulteriori accertamenti diagnostici, laboratoristici e strumentali. Tra questi ultimi la colonscopia rappresenta l’esame di riferimento per l’osservazione diretta della mucosa intestinale e per l’eventuale individuazione di polipi o altre alterazioni. In alcuni casi, possono essere indicati anche esami più mirati, come la rettoscopia o l’anoscopia, utili per la valutazione del tratto finale dell’intestino.

Come si cura il cancro del colon-retto
Il trattamento del cancro del colon-retto viene definito caso per caso sulla base della sua tipologia e delle condizioni del paziente.
Solo alcune volte la neoplasia è completamente asportabile mediante procedure endoscopiche (polipectomia, mucosectomia o dissezione sottomucosa). Nella maggior parte dei casi è necessario l’intervento chirurgico, che ha l’obiettivo di rimuovere la massa tumorale ed eventualmente linfonodi satelliti, metastasi resecabili ed organi contigui, se interessati da malattia, in accordo con i principi di radicalità oncologica, preservando il più possibile la funzionalità dell’organo.
Quando la chirurgia non riesce da sola a delimitare la malattia il percorso terapeutico può includere anche altri trattamenti, come la chemioterapia e radioterapia, prima o dopo l’intervento, per migliorare l’efficacia del trattamento e ridurre il rischio di recidiva.
Chemioterapia per il cancro al colon-retto
La chemioterapia per il cancro al colon-retto utilizza farmaci specifici per contrastare la crescita delle cellule tumorali. Può essere indicata:
- prima dell’intervento (neoadiuvante), per ridurre le dimensioni del tumore e facilitarne la rimozione;
- dopo l’intervento (adiuvante), per eliminare eventuali cellule residue e ridurre il rischio che la malattia si ripresenti.
È importante ricordare che la scelta del trattamento viene sempre condivisa con il paziente, all’interno di un percorso di cura definito da un’équipe multidisciplinare.

Domande frequenti
Quali valori del sangue possono indicare un cancro del colon-retto?
Non esiste un esame del sangue che permetta di diagnosticare il cancro del colon-retto. In alcuni casi, gli esami possono evidenziare segnali indiretti, come anemia o valori che suggeriscono la presenza di sanguinamento intestinale. Tuttavia, per una diagnosi è necessario effettuare accertamenti specifici, come la colonscopia e altri esami di approfondimento.
Quanto è grave il cancro del colon-retto?
La gravità del cancro del colon-retto dipende soprattutto dallo stadio della malattia al momento della diagnosi. Quando viene individuato precocemente, le possibilità di trattamento risultano generalmente più favorevoli.
Dove si localizza il dolore nel cancro del colon-retto?
Il cancro del colon-retto può provocare dolore addominale o fastidi intestinali, ma nelle fasi iniziali può anche non causare sintomi evidenti. La localizzazione e l’intensità del dolore possono variare in base alla sede della malattia e alle sue caratteristiche.
Il cancro del colon-retto è curabile?
In molti casi il cancro del colon-retto può essere trattato efficacemente, soprattutto quando la diagnosi avviene nelle fasi iniziali. Le possibilità terapeutiche dipendono da diversi fattori, tra cui estensione della malattia, condizioni generali della persona e risposta ai trattamenti.
Per approfondire o effettuare controlli specialistici
Nei centri medici Ergéa è possibile accedere a visite specialistiche gastroenterologiche e a percorsi diagnostici dedicati alla prevenzione e all’approfondimento dei disturbi intestinali, con un approccio multidisciplinare e personalizzato.