Articolo pubblicato il Tempo di lettura: 2 minuti

La medicina e la chirurgia estetica nascono per rispondere a un desiderio naturale e legittimo: piacersi un po’ di più quando ci si guarda allo specchio. Non per stravolgere chi siamo, ma per attenuare i segni del tempo, modificare e correggere aspetti del nostro corpo che ci penalizzano e sentirci più in armonia con la nostra immagine.

L’obiettivo di un buon percorso estetico, oggi, non è “rifarsi”, ma migliorare e valorizzare. I risultati migliori sono quelli che nessuno nota, ma che fanno dire alle persone attorno a noi che stiamo bene, siamo in forma e abbiamo un’aria riposata, serena. Naturalezza, proporzione e rispetto dei propri lineamenti ed equilibrio delle proprie forme sono le vere parole d’ordine.

Medicina e chirurgia estetica: quali sono le differenze?

È utile, prima di tutto, capire la differenza tra medicina e chirurgia estetica: due mondi vicini ma distinti. La medicina estetica raccoglie i trattamenti non chirurgici e poco invasivi, che si eseguono in ambulatorio, spesso in pochi minuti e senza tempi di recupero: correggono, prevengono e migliorano, ma non prevedono il bisturi.

La chirurgia estetica interviene invece con l’operazione vera e propria: offre risultati più marcati e duraturi, ma richiede una sala operatoria, un’anestesia e un periodo di convalescenza. I due ambiti non sono in competizione: spesso si integrano, e un professionista serio saprà consigliare la strada più adatta a ciascuno, tenendo conto dell’età, del tipo di pelle, delle aspettative e anche della disponibilità di tempo per un eventuale recupero.

Qualunque sia la scelta, un principio resta fondamentale: affidarsi a un medico qualificato — uno specialista in chirurgia plastica o in medicina estetica — e a una struttura idonea, dopo una visita accurata in cui parlare di desideri, aspettative e possibilità reali. È in questa prima visita che si costruisce la fiducia necessaria e che si stabilisce un piano realistico, spiegando anche cosa un trattamento non può fare, oltre a ciò che può fare.

Medicina estetica del viso: piccoli gesti, grandi risultati

La forza della medicina estetica sta nella sua leggerezza. Si tratta di trattamenti ambulatoriali, eseguiti con aghi o cannule molto sottili. Sono la porta d’ingresso ideale per chi vuole prendersi cura del proprio viso in modo graduale, senza affrontare un intervento. Tre trattamenti, in particolare, rappresentano oggi i pilastri della medicina estetica del viso: la tossina botulinica, i filler e la biorivitalizzazione. Vale la pena conoscerli bene, perché agiscono in modo diverso, su strutture diverse del viso (muscoli, volumi, qualità della pelle), e rispondono a esigenze diverse — spesso complementari tra loro.

Medicina estetica del viso

La tossina botulinica: il trattamento delle rughe d’espressione

La tossina botulinica — nota al grande pubblico come “botox”, che in realtà è solo il nome commerciale più diffuso di una delle diverse formulazioni disponibili — è il trattamento di medicina estetica più richiesto al mondo. Si occupa delle cosiddette rughe d’espressione o dinamiche: quelle piccole linee che si formano con il ripetersi dei movimenti dei muscoli del viso, soprattutto nella parte alta. Sono le rughe orizzontali della fronte, le linee verticali tra le sopracciglia (dette glabellari, quelle che danno un’aria “corrucciata”) e le “zampe di gallina” agli angoli degli occhi. Meno note al grande pubblico, ma altrettanto frequenti nella pratica clinica, sono alcune applicazioni complementari: un lieve sollevamento della coda del sopracciglio, la correzione di un sorriso “gengivale” o il trattamento dell’ipersudorazione ascellare, quando la tossina viene usata al di fuori del solo ambito del viso.

Come agisce il botulino sul viso?

Dal punto di vista biologico, la tossina agisce bloccando in modo temporaneo e localizzato la trasmissione dell’impulso nervoso al muscolo trattato: il muscolo riceve meno stimoli, si contrae con minor forza e, di conseguenza, tira meno la pelle sovrastante, permettendo alla ruga di distendersi. La quantità utilizzata si misura in unità e varia molto da persona a persona e da zona a zona: la fronte, la glabella e le zampe di gallina richiedono dosaggi diversi, ed è proprio questa personalizzazione — insieme a una conoscenza approfondita dell’anatomia muscolare del viso, che varia da persona a persona — a fare la differenza tra un risultato naturale e uno poco armonico.

Come si svolge il trattamento e quanto dura il botox?

Il trattamento è semplice e rapido. Si esegue con microiniezioni, dura circa quindici-venti minuti, non richiede anestesia e si può tornare subito alla vita di tutti i giorni, eccetto per poche attenzioni da avere per le prime 24 ore: evitare di massaggiare la zona, di praticare attività fisica intensa o di esporsi a fonti di calore eccessivo, e restare in posizione eretta per qualche ora. L’effetto non è immediato ma progressivo — inizia a vedersi dopo qualche giorno e raggiunge il massimo intorno alle due settimane, quando si valuta anche l’eventuale necessità di un piccolo ritocco — e dura mediamente quattro-sei mesi, dopodiché il muscolo riprende gradualmente la sua funzionalità completa e il trattamento si può ripetere.

Risultati naturali e sicurezza della tossina botulinica

Due rassicurazioni importanti:

  • Quando è dosata correttamente da mani esperte, la tossina botulinica non “congela” il viso e non toglie espressività; distende, ma lascia sorridere ed emozionarsi con naturalezza — un buon trattamento si nota per l’assenza di rughe, non per la rigidità dei movimenti.
  • Ripetere il trattamento nel tempo non crea dipendenza né indebolisce i muscoli in modo permanente; anzi, alcuni pazienti riferiscono che, ripetendo le sedute con regolarità, la ruga tende a ripresentarsi più lentamente, perché il muscolo si “allena” a contrarsi meno.

Si tratta di una sostanza usata da decenni, anche in ambito medico (in neurologia, urologia e altre specialità, a dosaggi ben più elevati), con un profilo di sicurezza ben conosciuto. Resta comunque controindicata in gravidanza, in allattamento e in presenza di alcune patologie neuromuscolari, motivo per cui l’anamnesi in visita è un passaggio da non saltare mai.

Botox alo viso | Trattamenti di medicina estetica

Filler all’acido ialuronico: ripristinare i volumi del viso

Se la tossina botulinica agisce sui muscoli, i filler (dall’inglese to fill, riempire) agiscono sui volumi. Il materiale più utilizzato è l’acido ialuronico, una sostanza naturalmente presente nella nostra pelle e nei tessuti connettivi, qui in forma “reticolata” (cioè strutturata chimicamente per restare più a lungo in sede e sostenere i tessuti, resistendo alla naturale degradazione dell’organismo).

Quali zone del viso si possono trattare con i filler?

I filler all’acido ialuronico servono a ripristinare i volumi che l’età tende a svuotare — con il tempo, infatti, non è solo la pelle a perdere elasticità: si riassorbe anche il grasso sottocutaneo e, in parte, la stessa struttura ossea del viso si rimodella, facendo “scivolare” verso il basso i tessuti molli — e a correggere rughe e solchi più profondi. In pratica, i filler attenuano le pieghe naso-labiali (ai lati del naso e della bocca) e quelle dette “codice a barre” sopra il labbro, ridefiniscono gli zigomi restituendo proiezione e luce al terzo medio del viso, ridisegnano il contorno mandibolare e la linea del mento, e possono armonizzare, idratare e ridefinire il contorno delle labbra.

Non tutti i filler sono uguali: prodotti più densi e coesivi si utilizzano per dare struttura a zigomi e mento, mentre gel più morbidi e fluidi sono indicati per zone delicate come le labbra o il contorno occhi, dove serve un risultato più naturale al tatto. A differenza della tossina, l’effetto è immediato: si vede già alla fine della seduta, pur con un margine di gonfiore transitorio che si riassorbe nei giorni successivi.

Come si svolge il trattamento con filler all’acido ialuronico?

Anche in questo caso si tratta di una procedura ambulatoriale, rapida e ben tollerata, con microiniezioni eseguite con ago sottile o con cannule morbide (queste ultime spesso preferite nelle zone a rischio vascolare, perché più rispettose dei tessuti), e con rientro immediato alle attività quotidiane. Piccoli gonfiori o lividi nei giorni successivi sono possibili e del tutto normali; effetti indesiderati più seri, come reazioni infiammatorie o problemi di natura vascolare, sono rari quando il trattamento è eseguito da un medico esperto e con la giusta tecnica.

Quanto dura un filler all’acido ialuronico?

I filler a base di acido ialuronico sono riassorbibili: l’organismo li metabolizza gradualmente, per cui l’effetto è temporaneo. La durata varia a seconda della zona trattata (le labbra, per esempio, tendono a “consumare” il prodotto più rapidamente rispetto agli zigomi), del tipo di prodotto scelto e delle caratteristiche individuali del metabolismo, in genere da diversi mesi fino a oltre un anno — e il trattamento va ripetuto nel tempo per mantenere il risultato. Questa temporaneità, lungi dall’essere un limite, è anche una garanzia di prudenza: in caso di necessità, ad esempio per un risultato che non convince o per una rara complicanza, l’acido ialuronico può essere sciolto rapidamente con un’apposita sostanza (la ialuronidasi), una possibilità che altri materiali di riempimento permanenti non offrono.

Anche qui, la parola chiave è misura: un buon filler non gonfia e non appesantisce, ma restituisce freschezza e proporzione in modo credibile, rispettando i lineamenti originali della persona invece di sovrapporvi un modello standardizzato.

Filler all'acido ialuronico | Ergéa Centri Medici

Biorivitalizzazione e biostimolazione viso: migliorare la qualità della pelle

C’è poi un trattamento che non riguarda né i muscoli né i volumi, ma la qualità stessa della pelle: la biorivitalizzazione. È la scelta di chi non ha bisogno di “riempire” nulla, ma desidera una pelle più idratata, luminosa, compatta ed elastica — in una parola, più giovane nel suo aspetto complessivo, indipendentemente dalla presenza o meno di rughe marcate.

Come funziona la biorivitalizzazione del viso?

Il trattamento consiste in microiniezioni superficiali di acido ialuronico non reticolato (più fluido rispetto a quello dei filler, pensato per distribuirsi in modo omogeneo nel derma e idratarlo dall’interno, non per dare volume), spesso arricchito con un vero e proprio “cocktail” di sostanze utili alla pelle: vitamine, aminoacidi, antiossidanti e, in alcuni protocolli, polinucleotidi o altri bioattivatori.

Più che riempire, questo cocktail nutre la pelle dall’interno e stimola le cellule (i fibroblasti) a produrre nuovo collagene ed elastina, contrastando la naturale perdita di tono legata al tempo, allo stress ossidativo e all’esposizione solare. Quando l’obiettivo principale è proprio questa stimolazione più intensa della produzione di collagene, si parla spesso di biostimolazione viso: un concetto strettamente imparentato con la biorivitalizzazione, con cui in molti percorsi si integra.

Quante sedute di biorivitalizzazione sono necessarie?

Le microiniezioni si eseguono con tecniche diverse — a mano libera, punto per punto, oppure con dispositivi che permettono una distribuzione più rapida e omogenea del prodotto — e il fastidio è generalmente minimo, spesso attenuato con una crema anestetica applicata prima della seduta. La biorivitalizzazione ha un ottimo valore preventivo: può iniziare già intorno ai 25-30 anni, per mantenere la pelle in salute prima ancora che compaiano i segni evidenti dell’invecchiamento, ed è particolarmente indicata per chi ha una pelle spenta, disidratata o segnata da un’esposizione solare intensa.

Di solito si esegue in un ciclo iniziale di tre o quattro sedute ravvicinate, a distanza di due-quattro settimane l’una dall’altra, seguite da richiami periodici (in genere ogni sei mesi circa) per mantenere nel tempo i benefici ottenuti. Il trattamento si presta bene non solo al viso, ma anche a zone spesso trascurate come collo, décolleté e dorso delle mani, che con l’età mostrano segni di invecchiamento altrettanto evidenti.

Biostimolazione al viso | Ergéa Centri Medici

Un approccio d’insieme: botulino, filler e biorivitalizzazione

Questi tre trattamenti non sono alternativi: molto spesso lavorano meglio se utilizzati insieme, proprio perché agiscono su piani diversi del problema — il movimento muscolare, i volumi persi, la qualità della pelle. Un percorso equilibrato può prevedere, per esempio, la tossina botulinica per distendere le rughe d’espressione della fronte e del contorno occhi, un filler per ridare struttura agli zigomi o al mento dove il tempo ha svuotato i volumi, e un ciclo di biorivitalizzazione per migliorare la luminosità e la compattezza generale della pelle.

È il cosiddetto approccio “globale”: non inseguire il singolo difetto, ma prendersi cura del viso nel suo insieme, con leggerezza, gradualità e coerenza nel tempo. Il compito del medico è proprio questo — ascoltare, valutare le reali priorità di ciascun viso e costruire, insieme alla persona, un piano su misura, che possa anche evolvere di visita in visita man mano che gli obiettivi, o semplicemente l’età, cambiano.

Chirurgia estetica: quando serve un passo in più

La medicina estetica ha dei limiti naturali. Quando il cambiamento desiderato riguarda le strutture profonde, la forma di una parte del corpo, un importante cedimento dei tessuti o la presenza di pelle in eccesso, il trattamento iniettivo non basta: entra in gioco la chirurgia estetica. Rispetto alla medicina estetica, la chirurgia offre risultati più evidenti e duraturi, ma va affrontata con la giusta consapevolezza: prevede un vero intervento, in sala operatoria, con un’anestesia e un periodo di convalescenza.

Per questo sono ancora più importanti la scelta di uno specialista in chirurgia plastica, una struttura autorizzata, e un colloquio onesto che porti ad aspettative realistiche. Un buon chirurgo non promette la perfezione: spiega con chiarezza cosa è possibile ottenere, i tempi di recupero e i limiti di ogni procedura.

Chirurgia estetica del viso: i principali interventi

La chirurgia estetica del viso raccoglie alcuni degli interventi più richiesti e consolidati:

  • Blefaroplastica: ringiovanisce lo sguardo correggendo palpebre cadenti e borse;
  • Lifting del viso: affronta il rilassamento dei tessuti di guance, mandibola e collo restituendo freschezza ai contorni;
  • Rinoplastica: rimodella forma e dimensioni del naso per migliorare l’armonia del volto e talvolta anche la respirazione;
  • Otoplastica: corregge le orecchie prominenti.

Chirurgia del seno: mastoplastica e mastopessi

La chirurgia del seno risponde a esigenze diverse, con l’obiettivo comune di un risultato in equilibrio con il resto del corpo:

  • Mastoplastica additiva aumenta volume e forma tramite protesi, ed è tra gli interventi più richiesti in assoluto;
  • Mastopessi (lifting del seno) non aggiunge volume ma corregge il rilassamento dei tessuti dopo gravidanze o dimagrimenti, e può essere combinata con una protesi quando serve anche più pienezza;
  • Mastoplastica riduttiva ridimensiona un seno troppo voluminoso, con benefici spesso non solo estetici ma anche posturali e di comfort.

Le stesse competenze, va ricordato, si applicano anche alla ricostruzione del seno dopo un tumore.

Body contouring: il rimodellamento del corpo

Con l’espressione body contouring si indica l’insieme delle tecniche che rimodellano la silhouette, agendo sul grasso localizzato e sulla pelle in eccesso:

  • Liposuzione: rimuove gli accumuli di grasso resistenti a dieta e attività fisica, in zone come fianchi, addome e cosce: non è un metodo per dimagrire, ma un intervento di rimodellamento per chi ha un peso stabile;
  • Addominoplastica: interviene quando, oltre al grasso, c’è pelle in eccesso e un rilassamento della parete addominale, spesso dopo le gravidanze.
  • Lifting: quando il problema principale è la pelle in eccesso — tipico dopo un forte dimagrimento — si ricorre a interventi di lifting su braccia, cosce o, nei casi più importanti, sull’intera fascia centrale del corpo.

Anche qui l’approccio è spesso combinato, e parte sempre da un peso stabile, un buono stato di salute e aspettative realistiche.

Chirurgia estetica viso | Ergéa Centri Medici

Domande frequenti sulla medicina e chirurgia estetica

Che differenza c’è tra Botox e botulino?

La tossina botulinica, comunemente chiamata botulino, è la sostanza utilizzata per distendere temporaneamente le rughe d’espressione. Botox è il nome commerciale di una delle formulazioni disponibili.

Quante volte all’anno si può fare il Botox?

Gli effetti della tossina botulinica durano mediamente dai quattro ai sei mesi, dopodiché il muscolo riprende gradualmente la propria funzionalità e il trattamento può essere ripetuto. La frequenza delle sedute dipende dal percorso individuale concordato con il medico.

Che differenza c’è tra filler e acido ialuronico?

Il filler è un trattamento utilizzato per ripristinare i volumi del viso e attenuare rughe e solchi. L’acido ialuronico è il materiale più utilizzato per realizzarlo: una sostanza naturalmente presente nella pelle che, nei filler, viene impiegata in forma reticolata per sostenere i tessuti e rimanere più a lungo nella zona trattata.

Quanto dura un filler del viso?

La durata dei filler a base di acido ialuronico varia generalmente da diversi mesi a oltre un anno, a seconda della zona trattata, del prodotto utilizzato e delle caratteristiche individuali del metabolismo. Le labbra, per esempio, tendono a riassorbire il prodotto più rapidamente rispetto agli zigomi.

Che differenza c’è tra filler e biorivitalizzazione?

I filler agiscono sui volumi del viso, attenuando rughe e solchi e ridefinendo i contorni. La biorivitalizzazione, invece, punta a migliorare la qualità della pelle attraverso microiniezioni superficiali di acido ialuronico non reticolato, favorendo idratazione, luminosità ed elasticità senza aggiungere volume.

Quante volte bisogna fare la biorivitalizzazione?

Generalmente il trattamento prevede un ciclo iniziale di tre o quattro sedute, distanziate di due-quattro settimane, seguito da richiami periodici, in genere ogni sei mesi circa, per mantenere i benefici ottenuti.

Medicina e chirurgia estetica: l’importanza di un percorso personalizzato

La medicina e la chirurgia estetica offrono possibilità diverse, spesso complementari, per prendersi cura della propria immagine. La scelta del trattamento o dell’intervento più adatto parte sempre da una valutazione medica accurata, che tenga conto delle caratteristiche individuali, delle aspettative e dei risultati realisticamente raggiungibili.

Presso Ergéa Centri Medici, il percorso di medicina estetica parte dall’ascolto delle esigenze della persona e dalla valutazione specialistica, per individuare le soluzioni più adatte nel rispetto della naturalezza, delle proporzioni e dell’armonia del viso.

Dott. Fasano Giorgio

Questo articolo è stato scritto dal Dott. Fasano Giorgio, specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica. Il dott. Fasano ha approfondito in particolare la chirurgia plastica e ricostruttiva della mammella, la chirurgia estetica e la microchirurgia, partecipando a numerosi corsi di perfezionamento e congressi specialistici. Il Dott. Fasano riceve presso il Poliambulatorio Medica a San Giovanni in Persiceto, BO.