Le onde d’urto focali sono dolorose?
Le onde d’urto focali sono dolorose in modo variabile da persona a persona. Alcuni pazienti avvertono soltanto un fastidio, mentre altri percepiscono un dolore più intenso, soprattutto quando si trattano strutture ossee o aree molto sensibili.
La sensazione è generalmente limitata alla durata dell’applicazione. L’intensità può essere aumentata gradualmente, consentendo alla persona di adattarsi al trattamento.
Il dolore non deve essere considerato una misura dell’efficacia: una seduta più dolorosa non è necessariamente più utile. L’obiettivo è applicare l’energia adeguata mantenendo una tollerabilità accettabile e rispettando il protocollo scelto.
Le onde d’urto rompono le calcificazioni?
Le onde d’urto possono favorire la disorganizzazione e il riassorbimento di alcune calcificazioni, ma non le frantumano istantaneamente.
L’effetto dipende dal tipo di deposito, dalla sua consistenza, dalla sede e dai parametri applicati. Inoltre, la riduzione del dolore non coincide sempre con la completa scomparsa della calcificazione.
L’obiettivo clinico principale è recuperare la funzione e ridurre i sintomi.
Si può fare attività fisica durante il ciclo di onde d’urto?
Dipende dalla patologia e dall’intensità dell’attività. In molti casi non è necessario sospendere completamente il movimento, ma occorre ridurre temporaneamente gli esercizi che sovraccaricano la zona trattata.
La ripresa viene programmata in base ai sintomi e alla capacità del tessuto di tollerare il carico. Un riposo assoluto e prolungato può essere inutile, mentre continuare ad allenarsi senza modifiche può ostacolare il recupero.
Il fisioterapista o il medico indicano quali attività mantenere e come aumentare progressivamente l’intensità.
Quanti giorni di riposo dopo le onde d’urto?
Dopo una seduta non è normalmente necessario restare a letto o sospendere tutte le attività. È però consigliabile evitare per circa 24-48 ore sport intensi, corsa, salti o carichi elevati sulla zona trattata, salvo indicazioni diverse.
Il riposo deve essere relativo: camminare e svolgere le normali attività quotidiane è spesso possibile, purché non aumentino significativamente il dolore.
Per alcune patologie, soprattutto ossee, il periodo di protezione può essere più lungo e richiedere l’uso di tutori o ausili. Le indicazioni devono quindi essere personalizzate e non ricavate soltanto dal numero di giorni trascorsi dalla seduta.
Quando iniziare la terapia onde d’urto
La terapia onde d’urto può essere presa in considerazione quando una tendinopatia, una calcificazione, un dolore muscolare o un problema di guarigione ossea non migliorano adeguatamente con le prime misure conservative.
Non è necessario attendere che il dolore diventi insopportabile, né ricorrere al trattamento per qualsiasi disturbo muscolo-scheletrico. La valutazione serve a verificare la diagnosi, individuare la profondità della struttura interessata e scegliere tra onde focali e radiali.
Nei Centri Medici Ergéa in cui la prestazione è disponibile, la terapia onde d’urto può essere inserita in un percorso personalizzato, definito in base alla condizione clinica e agli obiettivi di recupero.