Negli ultimi anni la frutta secca con guscio – come noci, mandorle, pistacchi, nocciole e anacardi – ha assunto un ruolo sempre più rilevante nell’ambito della prevenzione cardiovascolare. Da semplice snack, è oggi riconosciuta come un alimento funzionale, in grado di contribuire alla salute del cuore se inserita in modo equilibrato nella dieta quotidiana.
Numerosi studi epidemiologici e clinici indicano infatti che un consumo regolare di frutta secca può essere associato a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, in particolare se inserito all’interno di uno stile alimentare corretto, come la dieta mediterranea.
Perché la frutta secca fa bene al cuore
La frutta secca con guscio è un concentrato di nutrienti che svolgono un’azione favorevole sul sistema cardiovascolare. In particolare, è ricca di grassi insaturi, soprattutto acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, come l’acido oleico e l’acido linoleico. Questi lipidi contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo LDL (“colesterolo cattivo”) e a favorire un lieve aumento del colesterolo HDL (“colesterolo buono”).
Accanto ai grassi insaturi, la frutta secca apporta anche altre sostanze di interesse cardiovascolare, tra cui:
- fitosteroli, che competono con il colesterolo per l’assorbimento intestinale;
- fibre solubili, utili nel controllo dei lipidi plasmatici;
- vitamina E e polifenoli, con azione antiossidante, in grado di contrastare l’ossidazione delle LDL, un processo coinvolto nello sviluppo dell’aterosclerosi;
- minerali come magnesio e potassio, e aminoacidi come l’arginina, che contribuiscono a migliorare la funzione endoteliale e a favorire la vasodilatazione.